Cos'è l'Implantologia?
L’implantologia è l’insieme delle tecniche chirurgiche con cui si riabilita un paziente affetto da endulismo (mancanza di denti) parziale o totale. Consente oggi di sostituire sia le vecchie e antiestetiche protesi mobili sia le protesi fisse che venivano inserite dopo la demolizione parziale di denti sani. E’ possibile, finalmente abbandonare le dentiere (anche dette scheletriti) costruendo e impiantando denti del tutto simili a quelli originali con grande vantaggio per il comfort del paziente.
Addio alla vecchia dentiera!- Al posto del vuoto lasciato dal dente perso, si va ad impiantare un nuovo dente nell’osso mascellare o mandibolare, attraverso l’inserimento di piccoli pilastri in titanio che vanno ad integrarsi con l’osso stesso e supportano il dente in tutte le sue normali funzioni.
I pilastri, in genere di forma cilindrica, hanno una lunghezza e uno spessore che varia in base alla conformazione del segmento osseo. Gli interventi dell’implantologia infatti, come del resto gran parte delle terapie odontoiatriche, sono soggettivi e vengono adattati scrupolosamente alle esigenze del paziente.
Il materiale adottato, il titanio, è dovuto alla sua neutralità biologica; ciò consente una completa accettazione da parte del corpo, senza pericoli di rigetto. Il processo di osteointegrazione lo integra biocompatibilmente con l’osso. Controlli rigorosi e una certificazione europea di qualità rende i materiali usati del tutto sicuri. In passato la situazione era completamente diversa, visto l’impiego di metalli di vario tipo, senza nessuna garanzia, e dalle forme più svariate. Forse proprio gli insuccessi del passato sono all’origine della diffidenza ancora presente riguardo a questo genere di intervento; in realtà la casistica di successo è altissima, tanto da non essere altrettanto riscontrabile in nessuna altra branca della medicina. Prima di eseguire l’operazione, del tutto indolore, si effettua un’anestesia locale, o in alternativa il paziente può decidere per una sedazione più leggera a base di protossido d’azoto. Si incide sulla gengiva e si inserisce la radice del dente (l’impianto in titanio) all’interno dell’osso. Si chiude la gengiva con una sutura. La durata è di circa 20 minuti.
Si può effettuare un intervento chirurgico a un tempo o a due tempi. Nel primo caso si opera procedendo ad un’immersione parziale nel tessuto gengivale, nel secondo caso l’immersione è totale. La prima fase prevede l’inserimento degli impianti dentali di supporto. Dopo tre-quattro mesi per la mandibola e 5-6 mesi per il mascellare superiore (ma i tempi possono variare a seconda della situazione), si procede con la protesizzazione, ovvero con la connessione di un dente artificiale definitivo che può essere in metalloceramica, in resina o in vetro polimero, per il quale si prendono le impronte dopo qualche settimana dall’intervento. Il dente, a seconda della procedura adottata, può essere o avvitato o cementato. La resa estetica è molto alta. La fase post-operatoria prevede la somministrazione di antibiotici per evitare infezioni.
L’intervento di implantologia a carico immediato è controindicato in casi di pazienti poco abituati alla pulizia dentale quotidiana, o che non hanno l’abitudine di effettuare una visita periodica di controllo dall’igienista. Questo perché il tipo di sostegno non ha le stesse difese che avrebbe nel caso di un dente naturale (grazie al legamento parodontale di cui questo è dotato che ha un forte tessuto connettivale) e le difese nei confronti della placca sono molto più basse. L’unica difesa del dente artificiale sta nel manicotto gengivale, che non riesce a contenere gli attacchi dei batteri, con il rischio di infezioni che possono propagarsi fino alla profondità dell’osso. Quindi occorre eseguire una pulizia molto attenta sia a casa sia negli incontri almeno semestrali dal dentista.
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